mercoledì 1 febbraio 2012
venerdì 24 dicembre 2010
giovedì 12 agosto 2010
sabato 3 aprile 2010
venerdì 5 marzo 2010
CLAPACA......GREEN03.....
http://www.youtube.com/watch?v=uWCGf1ocobk
giovedì 31 dicembre 2009
giovedì 17 settembre 2009
RENATO ZERO - IL CARROZZONE -.wmv
Dedicato a un amico che aveva la mia stessa età e che ieri se ne è "andato".
mercoledì 16 settembre 2009
lunedì 7 settembre 2009
Ci sono ancora
E' stata una lunga estate calda, anzi caldissima, e non me la sentivo di stare al pc. Ho fatto ogni tanto una piccola apparizione sù facebook, ma raramente.
Devo dire che il contatto con voi è molto diverso che con gli amici di fb.
Purtroppo per causa del cambio del pc, molti indirizzi dei vostri siti sono andati perduti, quindi a chi a piacere di avermi ancora tra gli amici, chiedo di scrivermi, in modo da poter riallacciare i contatti, specialmente quelli di lingua Spagnola, Portoghese, Inglese e Francese.
Un grande abbraccio a tutti. Oreste.
Ciao
domenica 12 aprile 2009
giovedì 2 aprile 2009
E' ORA DI CHIUDERE ?
Certo mi mancherete tutti, amici e amiche. Mi mancheranno le risate che ci siamo fatti scambiandoci video e battute con LIL, la gentilezza di ANA BELIO e MARCELA che mi hanno aiutato anche con i blog, la sincera amicizia di MAR, JO.., LINA, EVA, PATRY, NILUSHA, ANGELICA, JANETH, MARIPOSA, VERDINHA, OSVALDO, DAVID, MEL, CLAUDIA , DINA LUZ, RAQUEL, KARLA, HINA, CHICA, JULIET, CARLA, ORNELLA, PAT, MARIA KARLA, FLOR, RENEE, BAILEY, BROADY, CHIO, DANIELA, EVELIN, FLAVIA, LIRIS, LY, MARILU', SAM, MIKI, e molti altri/e.
Vorrei nominare tutti/e, ma ci vorrebbe un blog intero per farlo. Solo negli ultimi 10 mesi, da quando ho messo il conta visite, sono più di 4300, quindi spero che chi non ho nominato non si offenda.
Ovviamente con qualcuno/a c'è stato più feeling, ma questo penso sia normale.
Sono molto indeciso su cosa fare, ci penserò qualche giorno e poi ...... vedremo......
Per ora, un bacio e un abbraccio a tutti/e.
Ciao
venerdì 27 marzo 2009
sabato 21 marzo 2009
SOFIA COMPIE UN ANNO
Oggi, 1° giorno di primavera, la mia nipotina SOFIA compie il suo 1° anno di vita. Nell'augurare Buon Compleanno a SOFIA, auguro a tutti voi, un felicissimo fine settimana. Ciao
venerdì 13 marzo 2009
Una giornata MERAVIGLIOSA
Buona giornata e un felice fine settimana a tutti. Ciao
mercoledì 4 marzo 2009
AMOR, CH'A NULLO AMATO, AMAR PERDONA

Un abbraccio a tutti. Oreste
sabato 14 febbraio 2009
lunedì 9 febbraio 2009
ELUANA è MORTA
L'HANNO UCCISA ! ! !
MISSIONE COMPIUTA.
ORE 20,10 :ELUANA E' STATA GIUSTIZIATA.
VERGOGNA! ! !
mercoledì 4 febbraio 2009
venerdì 30 gennaio 2009
LA VITA E' ... BELLA....anche se corta ! ! !
Ieri è stata una bellissima giornata e l'ho passata tutta al mare a pescare, (anche se la pesca non è andata molto bene). La mattina faceva freddo è vero, ma poi con il sole si stava benissimo.
Tra una pescata e l'altra mi tornavano in mente vecchi ricordi. Rivedevo tutta la mia vita tra esperienze e delusioni. La mia infanzia, la gioventù, il servizio militare, i miei lavori, i miei ...... amori. Una vita molto intensa e piena di pro e contro, cose belle e meno belle, ma alla fine ..... Bella.
Oggi ho qualche annetto, e vorrei dire a tutti, anche a chi non è più tanto giovane ma "si sente giovane", godete la vita il più possibile perchè il tempo corre e ....... molto velocemente, e come si dice, ogni lasciata è persa.
BUON FINE SETTIMANA A TUTTI.
domenica 25 gennaio 2009
mercoledì 7 gennaio 2009
lunedì 15 dicembre 2008
martedì 25 novembre 2008
CHE PESCATA
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venerdì 14 novembre 2008
martedì 4 novembre 2008
giovedì 30 ottobre 2008
UNA BELLA POESIA
Gustave Flaubert

lunedì 13 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
Io sono pronto..... e il mare?
mercoledì 24 settembre 2008
Una bella pescata
martedì 16 settembre 2008
venerdì 5 settembre 2008
Troppo forte
sabato 23 agosto 2008
UNA BUONA AZIONE
Aiutiamo Angelica a VIVERE.
Per informazioni andare sul sito:
http://www.aiutateilmioangelo.spaces.live.com/
lunedì 11 agosto 2008
Che posto ragazzi

martedì 22 luglio 2008
sabato 19 luglio 2008
mercoledì 16 luglio 2008
PREMIO
lunedì 14 luglio 2008
Che mare ragazzi
martedì 8 luglio 2008
Aragoste che passione!!!!!
Alicudi -In quel periodo vivevo in cantiere tra Ganzirri e Punta Faro a Messina. Era un momento critico della mia vita. Avevo accettato di trasferirmi li per avere il tempo di riordinare un pò le idee. A Roma avevo lasciato moglie, figlia e una vita oltre che di lavoro, di locali notturni, whisky, donne e tutto quello che passava la notte in una città come Roma. Così passavo il giorno a lavorare e la notte molto spesso a stampare foto e sentire via etere gli amici radioamatori. Dormivo pochissimo, e per farlo dovevo prendere qualche sonnifero, altrimenti non si chiudeva occhio per tutta la notte. Quella sera come tante altre, dopo aver passato la giornata a fare delle foto, mi trovavo in camera oscura quando dalla trasmittente sento il mio amico Enzo che mi cerca. Un costruttore di Milazzo con un pacco di soldi che aveva un bialbero stupendo. Eravamo già usciti insieme in barca e quella sera mi propose di andare a passare il fine settimana alle isole Eolie insieme a degli amici sub a caccia di aragoste. Accettai volentieri, anche perche il tempo dovevo pur passarlo. Io non usavo bombole ma facevo solo apnea, e quando glie lo feci notare mi disse che dove andavamo le aragoste non erano molto in profondità, e così il venerdì pomeriggio partimmo da Milazzo , dove c'èra la barca ormeggiata, verso Panarea. Il sabato mattina, ancorati di fronte a Basiluzzo, a circa tre chilometri da Panarea, sveglia per tuti alle quattro. Eravamo in tutto undici persone compresi i due membri di equipaggio, il comandante e il marinaio-cuoco-tuttofare, e le fidanzate di due sub, anche loro attrezzate per pescare ma soltanto in apnea come me. All'alba i cinque con le Bombole salgono sul tender e si avvicinano alla costa. Enzo mi dice di aspettare una oretta e il marinaio con il tender sarebbe tornato a dirci se era il caso di fermarsi lì, oppure di cambiare posto. Infatti dopo circa due ore sono tornati tutti dicendo che non si vedeva nemmeno una aragosta. A quel punto salpiamo e facciamo rotta su Alicudi. Arriviamo nel tardo pomeriggio e ci ancoriamo. Il paesaggio era uno spettacolo della natura. Un mare che posso dire tranquillamente di non aver più visto così bello. Mancavano un paio d'ore al tramonto, e tre dei sub si immergono per rimediare la cena. Non che non avessimo da mangiare a bordo, anzi, c'èra tutta la grazia di Dio a disposizione, ma trovandoci in mare si voleva cenare con del pesce fresco e così fù, perchè risalirono uno con due belle cernie, uno con una murena enorme di quasi due metri, e l'altro con un polpo di sette, otto chili. Passammo una bellissima serata a mangiare, bere e chiacchierare fino a tardi. La mattina dopo ancora sveglia alle quattro, e all'alba, prima i cinque sub, dopo io e le ragazze raggiungiamo la costa. Nel frattempo i primi avevano preso già quattro aragoste e le avevano messe dentro uno dei due contenitori di plastica che ci eravamo portati. Era infatti inutile portarsi i sacchi, perchè eravamo talmente vicini alla costa che non conveniva portarsele dietro. Quando mi sono immerso, e ho visto la prima aragosta a non più di cinque metri di profondità, mi sono subito venute in mente tutte le cazzate che avevo sentito sulle aragoste che si pescavano solo oltre i venti metri. Quelle erano lì, a pochissimi metri. Specialmente nei punti dove si sentivano delle leggere correnti di acque calde. Per concludere, verso mezzogiorno quando siamo tornati in barca, tra tutti avevamo preso quasi cento aragoste, ma una buona parte le abbiamo rigettate in mare perchè troppo piccole. Abbiamo tenuto soltanto quelle che andavano dai tre, quattro etti in sù. Inutile raccontare della "grande abbuffata" sulla via del ritorno. Una giornata da incorniciare. Una giornata che è rimasta indelebile nella mia mente. Una giornata che qualsiasi appassionato di pesca dovrebbe vivere. Io, grazie a Enzo l'ho vissuta, e non è la sola, e glie ne sarò grato per tutta la vita.
p.s. vi avevo promesso di raccontarvi la pesca di un grande tonno vissuta sempre con Enzo, e prima o poi ve la racconterò.
lunedì 30 giugno 2008
ENZO IL GRATTACHECCARO
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venerdì 27 giugno 2008
L'Amore
un giorno in più per amare,
un giorno in più per sognare,
un giorno in più per vivere.
Padre (San) Pio
lunedì 16 giugno 2008
Un menù da leoni ??????
Nome del "mio" menù:
"Dal tramonto all'alba".
Aperitivo:
spumante (o champagne, meglio) accompagnato con 4-5 ostriche.
Antipasto:
crostini imburrati con alicette marinate e padellata di frutti di mare (vongole, telline, cozze, tartufi, fasolari, cannolicchi ecc.) al peperoncino messicano.
Primo:
Spaghettini allo scoglio con spolverata di bottarga.
Secondo:
Astice ( o Aragosta, meglio) alla catalana.
Contorno:
Insalata di pomodori maturi, cetrioli, rucola e sedano.
Frutta:
Fragole macerate nello spumante ( o champagne).
Dolce:
Profiterole al cioccolato bollente.
Digestivo:
Un bel bicchiere di Jack Daniel's.
Il tutto accompagnato con un buon vino bianco corposo e servito a lume di candela sù tovaglia rossa.
A questo punto serve solo un bel letto e..... BUONA NOTTATA.....
P.S. : Fatemi sapere come è andata, e se non ha funzionato, bè, vi consiglio di cambiare partner, io mi sono eccitato soltanto a scriverlo....... ha ha ha ha ha ha
mercoledì 11 giugno 2008
Un piatto anche afrodisiaco
venerdì 6 giugno 2008
Un aforisma
giovedì 5 giugno 2008
Una nottata a totani

Erano circa le dieci di sera, e il bel gozzo aspettava solo noi. Tutta l'attrezzatura era gia a bordo, perciò in cinque minuti eravamo in mare. Rotta verso nord e avanti tutta. Durante il viaggio intanto Umberto mi spiegava come si pescavano i totani. Dopo quasi un'ora ci siamo fermati, era buio pesto, tranne la piccola lampada accesa in barca e le luci di posizione. Otello cala una cima con un peso per misurare la profodità, ma dice che non và e ci spostiamo. Così per quattro volte fino a che cala l'ancora e dice che il posto va bene. Intanto era passata un'altra mezzora buona. Appena ancorati, Otello accende le due lampare (che oggi non si possono più usare), e prepara le totanare. Per me era la prima volta e devo dire che non pensavo fosse così entusiasmante. Otello si mette a poppa, e io e Umerto a prora a due metri uno dall'altro. Agganciata la totanara alla lenza, (che altro non era che un semplice filaccione da 0,40) e passata sotto la luce della lampara per renderla fosforescente caliamo. Sembrava non arrivare mai in fondo, anche perchè eravamo a circa quaranta metri di profondità. Ora con le lampare accese, intorno alla barca c'èra talmente tanta luce che si riusciva a vedere per parecchi metri sotto. Il tempo che la lenza tocca il fondo e sento subito una forte toccata. La solita fortuna dei principianti. A quel punto Umberto mi dice di iniziare a recuperare piano ma continuo e così fino a quando vedo un totano bellissimo che continua a salire dietro la totanara. A circa cinquanta centimetri dal pelo dell'acqua lascio per un attimo la lenza in modo che scenda di colpo, e nell'attimo che il totano si avvinghia alla totanara dò un piccolo strappo e tiro in barca la preda. Quello però che non avevo previsto è stata la doccia che mi ha fatto quando è uscito dall'acqua e allo stesso tempo le risate dei due fratelli. Ora avevo capito perchè anche se non faceva freddo, loro indossavano delle incerate che dopo hanno dato anche a me.
Alle cinque di mattino siamo venuti via solo perchè ormai stava facendo giorno, e non vi dico quanti totani abbiamo preso. Non sapevamo dove metterli. Erano dappertutto. Nei secchi, nelle buste di plastica e gettati sul fondo della barca. Che notte!
Mi sono reso conto di quanti ne avevo portati a casa solo un paio di giorni dopo, perchè chiunque vicino di casa che incontravo, mi ringraziava per i totani che mia moglie gli aveva regalato. Che pescata ragazzi. E quando mi ricapita. Se ne avete occasione non perdetela, perchè posso assicurarvi che è una esperienza unica. Come quella al pesce spada, ma questa è un'altra storia.
sabato 31 maggio 2008
venerdì 30 maggio 2008
mercoledì 21 maggio 2008
martedì 20 maggio 2008
mercoledì 14 maggio 2008
domenica 11 maggio 2008
sabato 3 maggio 2008
venerdì 2 maggio 2008
Dove mi trovo
martedì 29 aprile 2008
lunedì 14 aprile 2008
Il mio amico "Morello"

Durante la notte i cavalli erano alloggiati in stalle che chiamavano padiglioni (ci sono tuttora), e il giorno erano liberi di scorrazzare per quei prati bellissimi.
Un giorno ero seduto sul bordo di uno dei tanti fontanili che erano sparsi un pò dappertutto per abbeverare i cavalli, quando si avvicina un bel puledro. Era di un marrone molto scuro con coda e criniera nerissimi.
Era stupendo. Mentre beveva ho iniziato ad accarezzarlo e lui ogni tanto girava la testa per guardarmi. Senza volere comincio a parlare con lui che finito di bere invece di allontanarsi rimane lì a sentirmi parlare. E' stato un colpo di fulmine. Sceso dal fontanile, inizio a camminare e lui mi viene dietro passo passo. Incomincio a correre, e lui che mi corre dietro. Così passo un pò di tempo a giocare fino a che devo tornare a casa.
Il giorno dopo riparto in bicicletta con zainetto e panini, ma lungo la strada mi fermo a raccogliere un pò di carrube che sapevo piacere molto ai cavalli, da quelle parti ce ne sono moltissime, solo che appena arrivato non riuscivo a trovare il "mio" Morello, nome che avevo pensato di dargli. Dopo aver salutato mio padre, mi avvicino al fontanile del giorno prima, e poco dopo arriva lui. Bellissimo. Inizio così a dargli qualche carruba che vedo gradisce molto e accarezzarlo e parlargli. E' andata avanti così per parecchi giorni, lui che ormai mi aspettava tutte le mattine che gli portassi le carrube, fino al giorno che mi sono deciso. Devo montarlo. Sapevo che mio padre era contrario perchè pensava mi facessi male, ma ormai ero deciso, così una mattina piano piano l'ho portato vicino ad un altro fontanile che era più distante dai padiglioni in modo che mio padre non mi vedesse. Mentre continuo ad accarezzarlo, cerco di spingerlo il più vicino possibile al fontanile in modo da salire sul bordo per salirgli in groppa. E' stata la sensazione più bella che avessi mai avuto. Lui non si è scomposto minimamente, anche perchè erano tutti cavalli abituati a essere cavalcati. Aggrappato alla criniera, ho iniziato con i talloni a spronarlo un pò e lui tranquillamente si è messo a camminare. Non mi sembrava vero. In quel momento sento la voce allarmata di mio padre che mi urla "scendi subito che ti rompi l'osso del collo", ma io ormai non sentivo più niente talmente ero felice. Col passare dei giorni andava sempre meglio. Mio padre si era rassegnato, e io e Morello andavamo sempre più d'accordo fino a cominciare a fare piccole galoppate, e poi a correre. Con i consigli di un collega di mio padre, ho imparato a cavalcare a pelo benissimo.
Purtroppo come tutte le cose belle, finì tutto quella splendida estate, perchè pochi mesi dopo mio padre venne trasferito a lavorare a Roma, e qualche anno dopo ci trasferimmo tutta la famiglia.
Non ho più saputo niente di Morello, e non ho più avuto occasione di montare un cavallo, ma penso che specialmente per un bambino di dieci anni sia la cosa più bella che potesse capitargli. Per me è stato così. Più avanti con gli anni ho sempre continuato ad amare i cavalli, ma soprattutto a giocare alle corse dei cavalli, il chè mi è costato anche qualche soldino.
domenica 6 aprile 2008
Un bella poesia di HESSE
Strano, vagare nella nebbia!
E' solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
nè gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.
Pieno di amici mi appariva il mondo
quando èra la mia vita ancora chiara,
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.
Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.
Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro
ognuno è solo.
Hermann Hesse
venerdì 4 aprile 2008
mercoledì 2 aprile 2008
VIVA LE DONNE
sabato 22 marzo 2008
A Pasqua si mangia troppo!!!

Gamba di grandezza elefantina
Che al grasso si abbandona
Oh maestà divina
Della coscia avvolta in gelatina
…Evviva le adipose
adoratrici dello sforzo nullo
che lasciano le odiose
fatiche al mulo
e mangiano tutto ciò che ingrossa il culo. Botero
Gamba largest elephant
What the fat disappears
Oh Majesty divine
Della thigh wrapped Jelly
Long live the adipose…
Adoratrici effort zero
Leaving the odious
Efforts to mule
And eat everything that thickens the butt.
giovedì 13 marzo 2008
La mia prima Ricciola

La mia prima Ricciola
Messina- Per uno che fa pesca in apnea, non è raro vedere ricciole correre dietro a piccoli branchi di aguglie, sarde, o cefali in prossimità di sbocchi di fiumi o torrenti, ma prenderle con il fucile è molto difficile. Anzi, a me non è mai capitato.
Un giorno parlandone con degli amici pescatori di professione di Ganzirri, in quel di Messina dove mi trovavo per lavoro, mi dissero che c'èra un sistema molto più facile per catturare le ricciole, e cioè, procurarsi delle foglie di palma e dei cefaletti vivi. Ovviamente sapevo che i cefaletti sono una ottima esca per le ricciole, ma non sapevo a cosa servissero le foglie di palma.
Un venerdì che erano ospiti a casa mia, mi dissero che essendo il sabato liberi potevamo se volevo, andare a fare una battuta di pesca, tanto l'attrezzatura l'avrebbero portata loro. La mattina dopo trovate cinque foglie di palma sul lungomare di Ganzirri che abbonda di palme, e presi una decina di cefaletti nel medesimo lago con un retino, siamo partiti. La giornata era caldissima perchè era verso la fine di luglio. Ci siamo portati a circa un chilometro al largo e ci siamo ancorati. A quel punto i miei tre amici si sono messi a intrecciare le foglie e legarle a mo di zattera. Io ancora non capivo cosa stessero facendo. Finito di legare le foglie, hanno legato quattro braccioli di circa un metro con innescato un cefaletto ai quattro angoli della finta zattera, e legata questa con un cordino di una decina di metri, hanno aspettato che questa si allontanasse dalla barca per tutta la distanza del cordino e dopo averla legata alla stessa, si sono messi a prendere il sole. A quel punto ho cerato di avere spiegazioni, ma mi è stato risposto che c'èra solo da aspettare, e allora anch'io mi sono messo a prendere il sole.
L'attesa è durata circa venti minuti. Poi si comincia a sentire l'acqua che si muove e poco dopo le foglie che fanno altrettanto. Uno dei miei amici inizia a tirare il cordino per avvicinare la zattera, e quando questa è a circa tre metri, si vede una ricciola enorme che combatte sotto la zattera per liberarsi . Avvicinata un altro po la zattera, un altro mio amico prende uno di quei bastoni con il gancio che si usa per tirare in barca grossi pesci che non ricordo come si chiama, e appena arpionata la preda la issa a bordo. Era un esemplare magnifico. Al ritorno avremmo saputo che pesava quasi sedici chilogrammi. Dopo di quella, ne catturammo altr due ma più piccole, e la sera immagginatevi che mangiata.
In parole povere, il segreto era che alle ricciole quando fa molto caldo, piace l'ombra. Ecco il perche delle foglie di palma.
Come cucinarla.
Prendere una ricciola di almeno 2kg e, dopo averla sviscerata e lavata, tagliarla a tranci di un paio di centimetri di spessore e condirla due ore prima di cuocerla con una salsina di olio, sale, prezzemolo, dei pezzettini di aglio e a piacimento un pizzico di pepe.
Al momento di mettere sulla griglia, togliere l'aglio e cuocere massimo per dieci minuti, altrimenti si asciuga troppo e rimane stopposa.
Accompagnare con una bella insalatina mista e un buon bianco fresco.
Buon appetito
Take a ricciola at least 2kg and, after sviscerata and washed, cut it in slices of a few centimeters thick and condirla two hours before cuocerla with a sauce of olive oil, salt, parsley, garlic and pieces of liking a bit of pepper.
When put on the grill, remove the garlic and cook for ten minutes maximum, otherwise drying and remains stopposa too.
Accompany with a nice mixed salad and a good crisp white.
Buon appetito
venerdì 7 marzo 2008
mercoledì 5 marzo 2008
Povero Catullo
Grotte di Catullo sul Garda
Povero Catullo, smettila di illuderti!
Ciò che è perso - e lo sai - è perso: ammettilo.
Giorni di luce i tuoi, un lampo lontano,
quando correvi dove la tua fanciulla ti chiamava,
lei amata come nessuna sarà mai.
Quanta allegria, allora: quanti giochi
volevi, e lei accettava.
Davvero un lampo lontano, quei giorni.
Ora non vuole più: e tu devi accettare.
Non seguirla, se fugge, e non chiuderti alla vita:
resisti, con tutte le tue forze.
Addio, fanciulla. Catullo è forte:
non verrà a cercarti, non ti pregherà, se tu non vuoi.
Ma tu, senza le sue preghiere, soffrirai.
Ah, infelice, che vita ti rimane?
Chi ti vorrà? A chi sembrerai bella?
Chi amerai? A chi morderai le labbra?
Ma tu, Catullo, non cedere, resisti.
Gaio Valerio Catullo
Lo Specchio

Uno Specchio diceva a la Credenza:
- Quant'era mejo se restavo un vetro
limpido e puro, senza
'sta vernice de dietro!
Uno de queli vetri, fatte conto,
incorniciati in certe finestrelle,
che vanno a foco all'ora der tramonto
per aspettà le stelle,
e fanno da vetrina
ar Sole che rinasce ogni matina.
Invece, èccheme qua! De tanta gente,
sia giovene sia vecchia,
che me passa davanti e me se specchia,
che ce rimane? Gnente.
La vita mia nun è che un'illusione:
rifletto, ma nun penso: e se me tocca
de di' la verità senza aprì bocca
nun trovo un cane che me dà raggione.
Trilussa
mercoledì 27 febbraio 2008
Ripresa da "Libero".
Analizziamo che:
1) è proibito il sesso prematrimoniale;
2) non esistono le prostitute;
3) proibite le bevande alcoliche;
4) proibiti i bar;
5) proibiti internet e tv;
6) proibiti sport, stadi, feste ecc.;
7) proibito l'adulterio;
8) proibito mangiare carne di maiale;
9) c'è sabbia ovunque e nemmeno una jeep per divertirsi;
10) indossare tonache e non vestiti;
11) mangiare solo con la mano destra perchè con la sinistra ci si pulisce il culo (è vietata la carta igienica);
12) non ci si può radere nè fare la doccia;
13) proibita la musica straniera e la radio;
14) le grigliate sono di carne di asino cucinate su sterco di cammello;
15) le donne usano vestiti che sembrano sacchi e sono sempre velate;
16) la moglie te la scelgono gli altri ed è così coperta che solo dopo sei mesi ti accorgi che ha la barba!
Ad un certo punto, qualcuno ti dice che se muori suicida andrai in paradiso, dove avrai tutte le cose che non hai avuto in terra.... Eccheccazzo! Non ti suicideresti anche tu?
mercoledì 20 febbraio 2008
Ponza?

lunedì 4 febbraio 2008
Spigola in crosta
Ingredienti per 4 persone:
Una spigola freschissima di 1 kg.
1 kg. di patate
10 pomodorini tagliati a metà
Un ciuffetto di prezzemolo
Un rametto di rosmarino
A piacere un pezzettino di aglio
Olio extravergine, sale e pepe secondo i gusti
Mezzo bicchiere di vino bianco
Ovviamente sventrare e squamare la spigola (o altro pesce) e tenerla da parte.
Sbucciare le patate e affettarle per tutta la grandezza con l'affetta verdure, in modo che siano spesse circa un millimetro.
Condire le patate affettate in una insalatiera con olio, sale, pepe e rosmarino.
In una terrina gia oliata, fare un letto di patate e adagiare la spigola con dentro il prezzemolo e l'aglio.
Ricoprire bene la spigola con altre patate, e aggiungete quà e là i pomodorini.
A piacere un altra spruzzatina di pepe e infornare a 230 gradi per 25 minuti al massimo. E' importante non far cuocere troppo il pesce, perchè altrimenti si asciuga e perde tutto il suo sapore e oltretutto diventa stoppaccioso.
Cinque minuti prima di tirarla fuori dal forno, spruzzare con il vino.
Accompagnare con un bianco corposo. Corvo, Falanghina o altro secondo gusti.
Buon appetito.
mercoledì 9 gennaio 2008
Uomini&Donne
Un cortigiano: un uomo che vive a corte
Una cortigiana: una mignotta
Un massaggiatore: un kinesiterapista
Una massaggiatrice: una mignotta
Un professionista: uno che fa una professione
Una professionista: una mignotta
Un uomo di strada: un uomo duro
Una donna di strada: una mignotta
Un uomo senza morale: un politico
Una donna senza morale: una mignotta
Un uomo pubblico: un uomo in vista
Una donna pubblica: una mignotta
Un uomo facile: un uomo spensierato
Una donna facile: una mignotta
Un intrattenitore: un uomo socievole
Un'intrattenitrice: una mignotta
Un uomo molto disponibile: un uomo gentile
Una donna molto disponibile: una mignotta
lunedì 7 gennaio 2008
L'amicizia
Ho qualche anno, e nella mia vita ne ho vissute talmente tante che difficilmente ormai mi lascio incantare dalle "amicizie" facili. Innanzi tutto alla parola "amicizia" io dò molta importanza e purtroppo l'esperienza mi porta spesso a dubitare di tutto e di tutti. Ciò premesso, c'è anche il fatto che sono sempre stato un "nomade", e perciò ho conosciuto molte persone, chi più e chi meno simpatiche, ma veri "amici" sinceramente ne ho conosciuti pochi, molto pochi.
Ho vissuto la mia infanzia a Montelibretti, un paese a circa quaranta chilometri da Roma, ma i miei coetanei li ho frequentati soltanto fino alla fine delle elementari, poi, un pò perchè mi piaceva frequentare quelli di qualche anno più grandi di me, (infatti la mia prima esperienza sessuale l'ho vissuta a tredici anni insieme a ragazzi di sedici, diciassette anni) un pò perchè abbiamo preso strade diverse, non ci siamo più frequentati. Loro sono andati tutti alle scuole medie di Palombara, io invece a dodici anni sono andato da una mia zia che abitava in una "baracca" sulla stradina che porta allo Zodiaco a Roma, per frequentare la scuola di Avviamento Professionale che era al Foro Italico.
A quindici anni ci siamo trasferiti tutta la famiglia a Roma, zona Montemario, e così ho perso di vista tutti gli "amici" di Montelibretti. Qui ho fatto "amicizia" con due cugini di secondo grado e qualche altro, ma dopo appena due anni, ci siamo trasferiti al Prenestino, dalla parte opposta di Roma, e così, anche questi con il tempo sono spariti. Al Prenestino ho ovviamente fatto altre "amicizie", ma anche queste sono durate poco. Primo perchè uno degli "amici" dopo poco più di un anno che ci frequentavamo si uccise per amore di una ragazza, poi perchè sono partito per la naia e al mio ritorno abbiamo cambiato casa di nuovo. Zona Talenti. Dopo poco tempo mi sono sposato!!! Avevo appena ventitre anni, e nella zona, oltre al giornalaio e al garagista, non conoscevo nessuno, anche perchè uscivo presto la mattina per andare al lavoro al centro e quando tornavo, il tempo di cambiarmi ed ero di nuovo in giro per i locali notturni di Roma. Nell'ufficio dove lavoravo, ho fatto "amicizia" con un collega con il quale per più di tre anni ci siamo divertiti da pazzi. Eravamo quasi sempre insieme. Andavamo (quando il mio lavoro di autista me lo consentiva) insieme a pranzo, ai locali notturni, a rimorchiare, e ci siamo divise anche le donne. Eppure, quando mi sono dovuto trasferire in Sicilia, per quattro anni da lui non ho ricevuto nemmeno una telefonata per sapere come mi andava. E per me non era un buon momento. L'unica "vera amica" che si è dimostrata tale, è stata una mia collega di ufficio. Una ragazza splendida. Poi però le nostre strade si sono divise, e anche se ora ci sentiamo ogni tanto ..... voltiamo pagina.
La Sicilia. Quì forse posso dire di aver trovato qualche "vero amico" con il quale dopo tanti anni ancora ci sentiamo spesso. Sono stati quattro anni stupendi, ma anche quì ho avuto delusioni. Dopo un paio d'anni che ferquentavo un collega di lavoro e che pensavo a una "amicizia" duratura, tanto che in cantiere ci chiamavano fratelli, anche questo si è scoperto essere un bluff. Pensare che è stato colui che mi ha inserito nel mondo dei radioamatori, mi ha insegnato a sviluppare e stampare foto, siamo andati a vivere insieme in un villino sul mare dove avevamo sempre donne a volontà (mia moglie era a Roma), eppure quando è stato al dunque, ho scoperto che anche per lui l'amicizia era soltanto interesse.
Forse con le donne la cosa è stata un pò diversa, ma vuoi perchè qualcuna non ho potuto frequentarla spesso perchè magari ha il marito geloso, vuoi perchè qualcuna è molto lontana, il fatto è che mi ritrovo punto e accapo. Forse è vero quello che mi diceva un "amico", grande cantante ancora oggi. Una sera che eravamo al Club 84 e parlavamo di amicizia mi disse: l'unico vero amico che puoi avere, è la donna che viene a letto con te perchè gli piace starci e il giorno dopo non la vedi più,"tutto il resto è noia".
mercoledì 5 dicembre 2007
venerdì 23 novembre 2007
Pasquino

come te sei ridotto!
-diceva un Cane che passava sotto
ar torso de Pasquino-
Te n'hanno date de sassate n'faccia!
Hai perso l'occhi, er naso... E che te resta?
n'avanzo de testa
sù n'corpo senza gambe e senza braccia!
Nun te se vede che la bocca sola
con una smorfia quasi strafottente...
Pasquino barbottò:-Segno evidente
che nun ho detto l'urtima parola.
Trilussa
venerdì 26 ottobre 2007
Questa è buona
- Papà, mi compri il materassino a forma di bagnino?
- Ma non esistono.
- Ma come, la mamma ne sta gonfiando uno dietro lo scoglio.